13 ottobre 2026
Stallaini: richiesta di controlli e tutela delle risorse idriche
COMUNICATO STAMPA
STALLAINI, RAMETTA: «NO A RISCHI PER IL TERRITORIO E LE RISORSE IDRICHE. SERVONO CONTROLLI, TRASPARENZA E INTERVENTI CONCRETI»
Il consigliere provinciale Giovanni Rametta chiede l’intervento urgente del Libero Consorzio di Siracusa sul progetto dell’impianto di rifiuti in contrada Stallaini. Richiesto un tavolo tecnico e una relazione entro 15 giorni.
Siracusa, 13 ottobre 2026 – La tutela dell’ambiente, delle risorse idriche e del patrimonio naturalistico del territorio siracusano deve rappresentare una priorità assoluta per tutte le istituzioni.
È questa la posizione del consigliere del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, Giovanni Rametta, che ha formalizzato un’istanza urgente riguardante il progetto di recupero e smaltimento di rifiuti non pericolosi previsto in contrada Stallaini, nel territorio del Comune di Noto, in un’area particolarmente delicata per la vicinanza al bacino del Cassibile e ad ambienti di rilevante interesse naturalistico.
«Non possiamo permettere che un territorio di straordinario valore ambientale, agricolo e turistico venga esposto a rischi senza che ogni aspetto sia stato verificato con il massimo rigore. La salvaguardia delle nostre risorse idriche e del nostro patrimonio naturale deve venire prima di qualsiasi altra considerazione», dichiara Rametta.
La vicenda presenta aspetti amministrativi e ambientali che, secondo il consigliere provinciale, meritano un approfondimento puntuale, anche alla luce dei diversi provvedimenti regionali intervenuti negli anni e del quadro aggiornato delle misure di tutela ambientale.
Particolare attenzione viene rivolta alla possibile interferenza dell’impianto con le falde acquifere, le sorgenti e gli ecosistemi del comprensorio, nonché alle eventuali conseguenze sulla viabilità provinciale e sulle attività economiche del territorio.
Rametta chiede pertanto al Libero Consorzio di attivarsi immediatamente attraverso una serie di iniziative concrete:
* Acquisire tutta la documentazione amministrativa e ambientale relativa al progetto, verificando autorizzazioni, prescrizioni e stato delle procedure.
* Promuovere approfondite verifiche ambientali e idrogeologiche, coinvolgendo ARPA, ASP e Autorità di bacino.
* Accertare la compatibilità dell’intervento con le misure di tutela della Riserva di Cavagrande del Cassibile e dei siti Natura 2000 interessati.
* Effettuare sopralluoghi e valutazioni sulle possibili conseguenze per la viabilità, la sicurezza e la qualità ambientale.
* Valutare, attraverso gli organi competenti, eventuali iniziative cautelari e legali qualora emergano i relativi presupposti.
Il consigliere provinciale sollecita inoltre l’istituzione di un tavolo tecnico che coinvolga la Regione Siciliana, il Libero Consorzio, i Comuni interessati, gli enti di controllo ambientale e i soggetti responsabili della gestione delle risorse idriche e delle aree protette.
«Non è il momento delle dichiarazioni di principio, ma delle assunzioni di responsabilità. I cittadini hanno diritto di conoscere ogni elemento relativo a un progetto che interessa un territorio tanto importante. Le istituzioni devono garantire trasparenza, controlli rigorosi e risposte concrete», prosegue Rametta.
Con l’istanza viene richiesta una prima relazione entro 15 giorni dal ricevimento, contenente lo stato del procedimento e le iniziative intraprese, oltre all’inserimento della questione all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio provinciale.
«La nostra posizione è chiara: siamo contrari alla localizzazione di questo impianto in un contesto ambientale così sensibile. Questa contrarietà deve tradursi in un’azione istituzionale seria, fondata su verifiche tecniche, approfondimenti giuridici e strumenti concreti di tutela. Non vogliamo alimentare allarmismi, ma neppure sottovalutare questioni che riguardano il futuro del nostro territorio».
«Difendere Stallaini e il bacino del Cassibile significa difendere l’acqua, l’ambiente, l’agricoltura, il turismo e la qualità della vita delle nostre comunità. Su questi temi non possiamo permetterci superficialità», conclude Giovanni Rametta.
Giovanni Rametta
Consigliere del Libero Consorzio Comunale di Siracusa
STALLAINI, RAMETTA: «NO A RISCHI PER IL TERRITORIO E LE RISORSE IDRICHE. SERVONO CONTROLLI, TRASPARENZA E INTERVENTI CONCRETI»
Il consigliere provinciale Giovanni Rametta chiede l’intervento urgente del Libero Consorzio di Siracusa sul progetto dell’impianto di rifiuti in contrada Stallaini. Richiesto un tavolo tecnico e una relazione entro 15 giorni.
Siracusa, 13 ottobre 2026 – La tutela dell’ambiente, delle risorse idriche e del patrimonio naturalistico del territorio siracusano deve rappresentare una priorità assoluta per tutte le istituzioni.
È questa la posizione del consigliere del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, Giovanni Rametta, che ha formalizzato un’istanza urgente riguardante il progetto di recupero e smaltimento di rifiuti non pericolosi previsto in contrada Stallaini, nel territorio del Comune di Noto, in un’area particolarmente delicata per la vicinanza al bacino del Cassibile e ad ambienti di rilevante interesse naturalistico.
«Non possiamo permettere che un territorio di straordinario valore ambientale, agricolo e turistico venga esposto a rischi senza che ogni aspetto sia stato verificato con il massimo rigore. La salvaguardia delle nostre risorse idriche e del nostro patrimonio naturale deve venire prima di qualsiasi altra considerazione», dichiara Rametta.
La vicenda presenta aspetti amministrativi e ambientali che, secondo il consigliere provinciale, meritano un approfondimento puntuale, anche alla luce dei diversi provvedimenti regionali intervenuti negli anni e del quadro aggiornato delle misure di tutela ambientale.
Particolare attenzione viene rivolta alla possibile interferenza dell’impianto con le falde acquifere, le sorgenti e gli ecosistemi del comprensorio, nonché alle eventuali conseguenze sulla viabilità provinciale e sulle attività economiche del territorio.
Rametta chiede pertanto al Libero Consorzio di attivarsi immediatamente attraverso una serie di iniziative concrete:
* Acquisire tutta la documentazione amministrativa e ambientale relativa al progetto, verificando autorizzazioni, prescrizioni e stato delle procedure.
* Promuovere approfondite verifiche ambientali e idrogeologiche, coinvolgendo ARPA, ASP e Autorità di bacino.
* Accertare la compatibilità dell’intervento con le misure di tutela della Riserva di Cavagrande del Cassibile e dei siti Natura 2000 interessati.
* Effettuare sopralluoghi e valutazioni sulle possibili conseguenze per la viabilità, la sicurezza e la qualità ambientale.
* Valutare, attraverso gli organi competenti, eventuali iniziative cautelari e legali qualora emergano i relativi presupposti.
Il consigliere provinciale sollecita inoltre l’istituzione di un tavolo tecnico che coinvolga la Regione Siciliana, il Libero Consorzio, i Comuni interessati, gli enti di controllo ambientale e i soggetti responsabili della gestione delle risorse idriche e delle aree protette.
«Non è il momento delle dichiarazioni di principio, ma delle assunzioni di responsabilità. I cittadini hanno diritto di conoscere ogni elemento relativo a un progetto che interessa un territorio tanto importante. Le istituzioni devono garantire trasparenza, controlli rigorosi e risposte concrete», prosegue Rametta.
Con l’istanza viene richiesta una prima relazione entro 15 giorni dal ricevimento, contenente lo stato del procedimento e le iniziative intraprese, oltre all’inserimento della questione all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio provinciale.
«La nostra posizione è chiara: siamo contrari alla localizzazione di questo impianto in un contesto ambientale così sensibile. Questa contrarietà deve tradursi in un’azione istituzionale seria, fondata su verifiche tecniche, approfondimenti giuridici e strumenti concreti di tutela. Non vogliamo alimentare allarmismi, ma neppure sottovalutare questioni che riguardano il futuro del nostro territorio».
«Difendere Stallaini e il bacino del Cassibile significa difendere l’acqua, l’ambiente, l’agricoltura, il turismo e la qualità della vita delle nostre comunità. Su questi temi non possiamo permetterci superficialità», conclude Giovanni Rametta.
Giovanni Rametta
Consigliere del Libero Consorzio Comunale di Siracusa
