18 ottobre 2026
Operazione Nexus: richiesta di confronto in Consiglio provinciale
COMUNICATO STAMPA
Operazione Nexus, Rametta: «Garantismo non significa silenzio. Giansiracusa riferisca in Consiglio provinciale»
SIRACUSA, 18 OTTOBRE 2026 – L'inchiesta giudiziaria denominata Nexus, che in questi giorni sta interessando il territorio siracusano, impone una riflessione seria e responsabile anche all'interno del Libero Consorzio Comunale di Siracusa.
A intervenire è il consigliere provinciale Giovanni Rametta, che annuncia la presentazione di una mozione con la quale chiederà al presidente Michelangelo Giansiracusa di riferire in Consiglio sugli aspetti politico-istituzionali e amministrativi della vicenda.
«Voglio essere estremamente chiaro: sono e resto garantista fino in fondo. Le responsabilità penali si accertano nei tribunali e non attraverso le dichiarazioni politiche o i titoli dei giornali. Nessuno può essere considerato colpevole sulla base di un'indagine o per il semplice fatto che il proprio nome venga richiamato in alcune conversazioni. Ma il garantismo non può e non deve tradursi in silenzio istituzionale».
Al centro dell'iniziativa anche i riferimenti al presidente Giansiracusa emersi dalle conversazioni riportate dagli organi di stampa, nelle quali alcuni soggetti coinvolti nell'inchiesta avrebbero ipotizzato un suo interessamento nell'ambito degli affidamenti pubblici provinciali.
«Non intendo attribuire al presidente Giansiracusa responsabilità che non risultano accertate, né mettere in discussione la sua onorabilità sulla base di conversazioni altrui. Ritengo però che proprio lui, nell'interesse dell'istituzione che rappresenta, debba essere il primo a voler fare chiarezza davanti al Consiglio provinciale».
Un ulteriore elemento riguarda Concetta Carbone, coinvolta nell'inchiesta e componente anche del Consiglio provinciale, recentemente sospesa dalla carica di consigliera comunale con provvedimento prefettizio.
«Anche questa circostanza merita un approfondimento immediato, per verificare gli effetti del provvedimento sulla composizione del Consiglio provinciale e garantire il corretto funzionamento dell'organo istituzionale».
Attraverso la mozione, Rametta chiederà inoltre una ricognizione degli affidamenti e degli appalti provinciali, con particolare attenzione all'eventuale presenza di operatori economici richiamati nell'inchiesta e all'efficacia dei sistemi di controllo e prevenzione della corruzione.
«Non voglio alimentare polemiche né trasformare una vicenda giudiziaria in uno scontro politico. Credo, però, che chi ricopre un incarico istituzionale abbia il dovere di chiedere trasparenza, soprattutto quando emergono circostanze che potrebbero riguardare direttamente l'ente che rappresenta».
Il consigliere provinciale conclude:
«La magistratura faccia il proprio lavoro, con la massima serenità e nel pieno rispetto dei diritti di tutti. La politica, però, faccia altrettanto. Non servono processi sommari, ma nemmeno silenzi. Servono chiarezza, responsabilità e rispetto per i cittadini. Perché le istituzioni si difendono con la trasparenza, non evitando le domande».
Giovanni Rametta
Consigliere del Libero Consorzio Comunale di Siracusa
Operazione Nexus, Rametta: «Garantismo non significa silenzio. Giansiracusa riferisca in Consiglio provinciale»
SIRACUSA, 18 OTTOBRE 2026 – L'inchiesta giudiziaria denominata Nexus, che in questi giorni sta interessando il territorio siracusano, impone una riflessione seria e responsabile anche all'interno del Libero Consorzio Comunale di Siracusa.
A intervenire è il consigliere provinciale Giovanni Rametta, che annuncia la presentazione di una mozione con la quale chiederà al presidente Michelangelo Giansiracusa di riferire in Consiglio sugli aspetti politico-istituzionali e amministrativi della vicenda.
«Voglio essere estremamente chiaro: sono e resto garantista fino in fondo. Le responsabilità penali si accertano nei tribunali e non attraverso le dichiarazioni politiche o i titoli dei giornali. Nessuno può essere considerato colpevole sulla base di un'indagine o per il semplice fatto che il proprio nome venga richiamato in alcune conversazioni. Ma il garantismo non può e non deve tradursi in silenzio istituzionale».
Al centro dell'iniziativa anche i riferimenti al presidente Giansiracusa emersi dalle conversazioni riportate dagli organi di stampa, nelle quali alcuni soggetti coinvolti nell'inchiesta avrebbero ipotizzato un suo interessamento nell'ambito degli affidamenti pubblici provinciali.
«Non intendo attribuire al presidente Giansiracusa responsabilità che non risultano accertate, né mettere in discussione la sua onorabilità sulla base di conversazioni altrui. Ritengo però che proprio lui, nell'interesse dell'istituzione che rappresenta, debba essere il primo a voler fare chiarezza davanti al Consiglio provinciale».
Un ulteriore elemento riguarda Concetta Carbone, coinvolta nell'inchiesta e componente anche del Consiglio provinciale, recentemente sospesa dalla carica di consigliera comunale con provvedimento prefettizio.
«Anche questa circostanza merita un approfondimento immediato, per verificare gli effetti del provvedimento sulla composizione del Consiglio provinciale e garantire il corretto funzionamento dell'organo istituzionale».
Attraverso la mozione, Rametta chiederà inoltre una ricognizione degli affidamenti e degli appalti provinciali, con particolare attenzione all'eventuale presenza di operatori economici richiamati nell'inchiesta e all'efficacia dei sistemi di controllo e prevenzione della corruzione.
«Non voglio alimentare polemiche né trasformare una vicenda giudiziaria in uno scontro politico. Credo, però, che chi ricopre un incarico istituzionale abbia il dovere di chiedere trasparenza, soprattutto quando emergono circostanze che potrebbero riguardare direttamente l'ente che rappresenta».
Il consigliere provinciale conclude:
«La magistratura faccia il proprio lavoro, con la massima serenità e nel pieno rispetto dei diritti di tutti. La politica, però, faccia altrettanto. Non servono processi sommari, ma nemmeno silenzi. Servono chiarezza, responsabilità e rispetto per i cittadini. Perché le istituzioni si difendono con la trasparenza, non evitando le domande».
Giovanni Rametta
Consigliere del Libero Consorzio Comunale di Siracusa
